Tiroide e gravidanza 2: l’ipertiroidismo

Ipertiroidismo e gravidanza sono frequentemente correlati. L’ipertiroidismo può comparire prima, durante la gravidanza o successivamente a essa.

Ipertiroidismo e gravidanza – cause

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Le cause di ipertiroidismo in corso di gravidanza sono uguali a quelle che lo determinano al di fuori di questo periodo.

La evenienza più frequente è l’ipertiroidismo da tiroidite cronica autoimmune. I noduli iperfunzionanti della tiroide sono una causa meno frequente.

In genere l’ipertiroidismo è presente prima della gravidanza. I casi di ipertiroidismo che insorgono in gravidanza sono rari.

Il processo autoimmune che determina l’ipertiroidismo ha spesso una tendenza all’autolimitazione. Durante la gravidanza si assiste a una riduzione dell’attività del sistema immunitario, per salvaguardare la salute del feto.

Probabilmente per questo motivo è ridotta l’iperattività della tiroide.

I noduli tiroidei iperfunzionanti conservano invariato il loro grado di iperattività.

Ipertiroidismo e gravidanza – effetti sul feto

Il primo dubbio che segue alla notizia di una gravidanza riguarda il possibile effetto sul feto.

L’ipertiroidismo può danneggiare il bambino durante il periodo gestazionale?

Gli anticorpi responsabili dell’infiammazione cronica della tiroide possono in parte passare attraverso la barriera placentare. Possono quindi arrivare al sangue del bambino e determinare una infiammazione della sua tiroide.

Nei casi, fortunatamente poco frequenti, in cui si determina l’ipertiroidismo nel feto la diagnosi viene fatta mediante il riscontro di tachicardia fetale e il dato ecografico di aumento di volume della tiroide.

Il battito del feto, in condizioni normali, non supera la frequenza di 160/minuto. Valori maggiori possono fare sospettare l’ipertiroidismo fetale.

Il passaggio di anticorpi dalla madre al feto possono determinare alterazioni funzionali successive alla nascita. Lo studio degli ormoni tiroidei nel neonato serviranno a diagnosticare tempestivamente un ipertiroidismo neonatale. Sarà così possibile intervenire con la apposita terapia.

I casi esposti sono poco frequenti ma la possibilità che si determinino deve essere sempre tenuta presente. In questo caso la collaborazione tra il Ginecologo e l’Endocrinologo consentirà di ottenere i migliori risultati.

Garantire inoltre le migliori condizioni di salute per la madre è fondamentale per il corretto sviluppo del feto.

Ipertiroidismo e gravidanza – terapia

In corso di gravidanza l’ipertiroidismo è curato con farmaci ad azione antitiroidea. La sostanza maggiormente utilizzata, nel nostro paese, è il METIMAZOLO. E’ in commercio con il nome di Tapazole e di Bromazolo. Quest’ultimo preparato contiene anche un’altra sostanza a scarso effetto antitiroideo (bromotirosina).

Spesso, a causa della spontanea riduzione dell’iperattività tiroidea in gravidanza, è possibile ridurre notevolmente il dosaggio di farmaco. A volte è possibile sospendere la terapia.

Il metimazolo può determinare rari effetti collaterali sul feto. Il più pesante è rappresentato dalla aplasia cutis. Questa alterazione consiste in un ridotto spessore della cute, spesso del cuoio capelluto. Si formano ulcere che vanno incontro a guarigione. Sulla cute interessata non si osserva però crescita dei capelli.

Non vi sono dati conclusivi sul rapporto fra assunzione di metimazolo e aplasia cutis. E’ consigliato tuttavia di utilizzare come antitiroideo, in gravidanza, il PROPILTIOURACILE. Questa sostanza ha un ottimo effetto di blocco sull’iperfunzione tiroidea e avrebbe minori effetti collaterali sul feto.

Non è in commercio in Italia. La farmacie sono facilmente in grado di preparare il composto, su indicazione dell’Endocrinologo.

Ipertiroidismo e gravidanza – follow-up

Come si segue l’andamento dell’ipertiroidismo in corso di gravidanza?

La valutazione di FT4 e TSH consente di avere sempre chiaro il corretto controllo della funzione tiroidea.

FT4 è l’ormone direttamente secreto dalla tiroide, quello che esercita i suoi effetti sul metabolismo. Il TSH viene formato dall’ipofisi, ghiandola situata nel cervello.

Il TSH serve a stimolare la tiroide. Se questa funziona poco l’ipofisi aumenta la sua quantità allo scopo di stimolare di più la tiroide. Al contrario, quando la tiroide funziona molto, come nel caso dell’ipertiroidismo, la secrezione di TSH è ridotta o scomparsa del tutto.

Infatti, in questo caso, all’ipofisi arriva il messaggio di non stimolare più una ghiandola che già funziona più del normale.

L’ideale controllo dell’ipertiroidismo prevede quindi valori di FT4 e TSH nella norma.

Bisogna evitare gli eccessi di dosaggio del farmaco. Questi potrebbero provocare un ridotto valore di FT4 e un conseguente aumento di TSH.

E’ il caso del cosiddetto ipotiroidismo jatrogeno, da farmaco. Forme blande non rappresentano un rischio per il feto ma forme severe possono comprometterne lo sviluppo.

Il monitoraggio periodico degli ormoni tiroidei, sotto il controllo dell’Endocrinologo, evita questo rischio.

Ipertiroidismo e gravidanza – dopo il parto

La gravidanza determina spesso una riduzione dell’iperattività tiroidea nelle forme di origine autoimmune. Dopo il parto questo tipo di inibizione viene meno e l’ipertiroidismo riprende il suo corso. Poichè la terapia medica può portare a guarigione è possibile osservare un progressivo miglioramento.

Non sembra che la gravidanza possa interferire con la successiva evoluzione della malattia.

I noduli tiroidei iperfunzionanti mantengono la tendenza all’eccesso di funzione. Dopo la gravidanza si può affrontare la risoluzione definitiva, scegliendo fra intervento chirurgico e trattamento radiometabolico.

Ipertiroidismo e gravidanza – CONCLUSIONI

L’ipertiroidismo in gravidanza è una evenienza relativamente frequente (1%). In alcune casi, nelle forme autoimmuni, la necessità di cura può ridursi. Gli effetti negativi sul feto sono molto rari. Tra i farmaci da usare si dà la preferenza al propiltiouracile. Dopo la nascita il neonato deve essere sottoposto al controllo della funzione tiroidea.

Il periodico e attento controllo da parte dell’Endocrinologo, in collaborazione con il Ginecologo, è utile a garantire un normale decorso della gravidanza.

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